Foto (il seguito)

Ancora qualche scatto dalla sessione notturna

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Foto

Foto dallo studio di Shoreditch


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Nuovi pezzi

Dopo una lunga pausa, a metà tra il meditativo e lo “scazzato”, ritorniamo a scrivere un po’; a scrivere sul blog, ma questa mi sembra un’evidenza inutile da sottolineare, e a scrivere canzoni. Trovato un piccolo studio in Shoreditch, abbiamo abbozzato i primi pezzi e sembra proprio materiale esplosivo. Vi allego uno scatto rubato a questa giornata.

FEDE

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Cronache da una serata di fine gennaio

Di ritorno da una scoppiettante serata al Live Club di Trezzo sull’Adda ieri sera, riposate le membra dalla fatica, ci si siede e si tirano le conclusioni. Dopo cinque mesi passati nel caro e vecchio Belpaese, concerti un po’ sparsi qua e là, la campagna Save the Children, l’elettrizzante incontro con una band storica come i Placebo, tanta pasta e un numero imprecisato di panettoni, siamo all’inizio di una nuova avventura.

Siamo molto carichi, non lo nascondo, abbiamo un bagaglio pieno di idee, di voglia di sperimentare, di creare. Con ieri abbiamo messo in pausa fino alla prossima primavera l’attività live, perchè sentiamo il bisogno di iniettare freschezza e novità tra le file del nostro repertorio. Essia allora, lanciati nella frenetica e stancante ricerca di una maturità nuova, già sfiorata e assaggiata quest’estate durante le sessioni di registrazione di Don’t Let Me Go, trepidanti all’idea di poterla rivivere nuovamente.

E che la musica sia la grande padrona adesso, sperando di poter rendere partecipi voi, lettori e ascoltatori, al più presto del nuovo che avanza.

FEDE

 

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Cronache dall’Astoria

Lerici, quattro passi lungo mare. Aria mossa e pungente, altamente malinconica, e silenzio, solo barriti lontani di navi in entrata al porto. Alberi d’arancio tutto lungo le vie principali, carichi di grosse ed invitanti sfere arancioni ..invitanti, sì, magari alla vista, perchè al gusto si sono rivelati tragicamente chinotti.

Un teatro, l’Astoria, molto carino, raccolto ma molto caldo, situato poco più su della spiaggia; una cornice molto insolita per noi.

Questa data, situata così al termine della lunga stagione natalizia (ah, tra l’altro, Buon Natale), si è fatta sentire, devo essere sincero. Nelle settimane precedenti, i panettoni e lo champagne avevano sostituito vergognosamente lo strumento (a testimoniarlo spietate bilance, e cinture saltanti), e la paura comune era che sul palco questo peccato si rendesse palese. Niente di più sbagliato. Un’ora e mezzo di scaletta piena di energia, un grande show.

Poi bisogna parlare di Mario. Dopo la prima serie di pezzi (Out There, Ruins’ Hotel, I Miss You) ha iniziato a incitare a gran voce, da metà sala, perso nel buio. Poi sono passate Beautiful Lie e Turning on the Lights, e Mario ha preso coraggio e si è presentando sotto il palco. Una specie di One Man Fan Club, un uomo della fossa, ad incitare applausi, cori, battiti di mani. Un uomo da assumere insomma.

Un’altra bella esperienza da mettere in saccoccia. Nulla a che vedere con le classiche folle da festival o ai locali fumosi di Manchester, ma per quello c’è tempo. Un concerto davanti a un pubblico curioso, che si è fatto prendere, poco alla volta, restituendo un gran calore, e molto entusiasmo.

A seguire sarà una bellissima serata a Trezzo sull’Adda al Live Music Club, il 28 gennaio, chiamata New Generation Night. Sarà un concerto congiunto di tre bands: ci saremo noi, ci saranno i Marla Singer e i Plan de Fuga. Sarà all’insegna del sound britannico, quindi non perdetevela! Questo sarà probabilmente l’ultimo concerto che faremo quest’inverno, perchè seguirà un periodo di scrittura, in vista del nuovo album, quindi non perdetevi l’occasione unica, sarà UNA BOMBA!!!!

FEDE

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Cronache dal Magnolia

Dopo qualche settimana passata lontano dai palchi, ieri abbiamo inaugurato la nuova stagione invernale, con un concerto a dir poco particolare. È stata quella che potrebbe essere definita la serata dei PochiMaBuoni. Una serata che, complice una neve attesa e mai arrivata, ed una nebbia da spaventare anche i più temerari, è stata all’insegna dell’intimità, della buona musica gustata con piacere con gli amici.

La serata è iniziata con degli energici Cheap Mondays, che con grande groove e un interessante sound hanno infiammato il palco, e canzone dopo canzone hanno snocciolato una musica di qualità e gusto. A seguire è arrivata una delicata Roberta Carrieri, che ha ridimensionato l’atmosfera, portandola in luoghi più sognanti e delicati. Vestita di rosso passione e bianco purezzà, accompagnata dalla sua fidata compagna chitarra, ha presentato cinque brani dal suo ultimo album Dico a tutti così.

Ma veniamo a noi. Premetto che il Magnolia si trova praticamemente al termine della pista d’atterraggio di Linate, il che potrebbe sembrare un’informazione superflua. Se non fosse che dal vivo utilizziamo un sistema di cuffie senza filo e che, saliti sul palco, pronti a dare il via alle danze con una Out There che regala sempre grande adrenalina, ci siamo accorti non trasmettevano altro che una inesorabile, monotona e aggiungerei terribilmente irritante interferanza radio dall’aereoporto. Che dire, non il migliore degli inizi. Grande merito va dato a Fine, posizionata qual’era nella metà alta della scaletta, che ha ridato con la sua potenza emotiva una scarica di energia, che è stato il carburante che ha nutrito gli altri tre quarti di scaletta, che così è andata liscia come l’olio, scaldando a dovere i pochi presenti. Bellissimo ed inatteso è stato il duetto di Fab con Roberta Carrieri, che ci ha prestato la sua voce in Don’t Let Me Go, e, una sicurezza, come sempre, la canzone schiacciassassi, Flood, che a chiuso un live che era iniziato come un DaDimenticare ed è finito sulle note del CeLoRicorderemo.

Che dire un concerto molto particolare che segna l’inizio della stagione dei ghiacci, della polenta, e per noi musicisti, dei clubs.

A breve la programmazione di gennaio e febbraio!!!!

FEDE

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Lyrics – Don’t Let Me Go

DON’T LET ME GO 

We are the people that nobody knows
Soldiers for battles that no one will ever care about
As nobody cares
We are the money that nobody owns
Stood in the dangerous corners at the end of the road
So don’t go there alone
We are the hole that the sky
Leaves when it turns into night
Chasing the stars all above

Don’t let me go
Don’t make me crawl
Don’t let me feel afraid
Don’t let me down
Smashed on the floor
Don’t let us come undone

We are the coins that will never get tossed
Calling all stations to pass by and just say hello
If you answer the phone
We are the hole that the sky
Makes as you all close your eyes
Leaving yourselves all alone

Don’t let me go
Don’t make me crawl
Don’t let me feel afraid
Don’t let me down
Smashed on the floor
Don’t let us come undone

I’ve been sitting here, waiting for you
You’ve been sitting here, waiting for me
All of us and all of you
We’ve been waiting for something new
Through these windows, through these doors
Let the children come back home

And don’t let ’em go
Don’t let ’em crawl
Don’t let ’em feel afraid
Don’t let ’em down
Smashed on the floor
Don’t let ’em come undone

NON LASCIARMI ANDARE  

Siamo quelle persone che nessuno conosce
Soldati per battaglie di cui non importa a nessuno.
Perchè a nessuno importa.
Siamo il denaro che nessuno possiede
Negli angoli pericolosi alla fine delle strade.
Quindi non andarci da solo
Siamo il buco che il cielo lascia
Quando si trasforma in notte
Inseguendo le stelle al di sopra

Non lasciarmi andare
Non farmi camminare in ginocchio
Non lasciare che io sia impaurito
Non lasciarmi
Distrutto per terra
Non farci sentire incompleti

Siamo gli spiccioli che non verranno mai gettati
Ci fermiamo ad ogni stazione, solo per passare e salutare
Se rispondete al telefono.
Perchè noi siamo il buco che il cielo crea
Quando tutti voi chiudete gli occhi
Lasciando voi stessi completamente soli

Non lasciarmi andare
Non farmi camminare in ginocchio
Non lasciare che io sia impaurito
Non lasciarmi
Distrutto per terra
Non farci sentire incompleti

Io sono stato seduto qua, aspettandoti
Tu sei stato seduto qua, aspettandomi
Tutti noi e tutti voi
Abbiamo aspettato qualcosa di nuovo
Attraverso queste finestre e queste porte
Lasciate che i bambini tornino a casa

E non fateli andare via
Non fateli camminare in ginocchio
Non fategli avere paura
Non lasciateli
Distrutti, a terra
Non fateli sentire incompleti

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